Bene, adesso, carissimi Ulisse ed Enea e vari….e vari Telemaco e cani Argo…e Penelope e i Porci, ops, volevo dire, i Proci…vi racconto qualcosa di quasi paragonabile al vostro viaggio e alle vostre attese…IL MIO RITORNO DA SAO PAULO!!!!!!!!!!
Bene, cominciamo da lunedì notte scorso….dopo tutto il giorno in giro, sono tornata a casa con Oscar, ovviamente super tardi e con quella che avrei dovuto fare una torta da portare all’istituto dove ho fatto lo “stage” in università e salutare e ringraziare tutti….Più o meno a mezzanotte e morti di stanchezza, abbiamo comprato tutti gli ingredienti al supermercato e siamo andati a casa a fare questa benedetta crostata mega con crema, frutta e gelatina. Oscar mi ha anche dato una mano…☺…ovviamente per fare prima e andare a dormire quelle 4 ore. …Pochissime, da giorni, sempre di corsa e pochissimo tempo per dormire. Al mattino mi sono svegliata e mi sono fatta il solito viaggiane fino all’uni…autobus, treno, passeggiatina, altro autobus, ma con in più una mega crostata in mano. Poi chiaccheratina con tutte all’istituto e pomeriggio finendo le ultime cose….Dopodichè, di corsa sara, di corsa, ho appuntamento con un’amica dall’altra parte della città!! E allora, lava il vassoio col sapone per le mani del bagno dell’istituto…Approfitta del passaggio in macchina, piglia l’autobus e la metro e arriva in tempo! Bene, cosa fatta, ormai ora di cena….e dovevo chiamare Jamile, per andare da lei e fermarmi li a dormire…ma il mio telefono è assolutamente morto e non si accende nemmeno per vedere la rubrica! Allora, chiama Oscar, che il numero me lo ricordo, fallo entrare nelle mie mail a cercare una vecchia mail in cui in fondo da qualche parte c’era scritto il numero! Chiama Jamile, prendi l’altra metro, prendi il treno, fatti la passeggiatina per Santo Andrè e arriva! Bene, tutto ok, ce l’ho fatta, sono arrivata e mi posso un pochino rilassare, almeno fino al mattino seguente. Quindi…..si riparte. E’ il mio ultimo giorno intero in Brasile….e in 4 mesi, ancora non ho approfittato della parrucchiera….! Andiamo! E via, per il centro, incontra Jamile in Ospedale dove lavora e via dal parrucchiere. Finalemente i miei capelli riescono a respirare un po’, e per…..8 euro!!! Wow. Ma, dopo un bel taglio e una buona asciugatura con i capelli belli gonfi….fuorni comincia il diluvio universale! E ovviamente io me lo becco tutto.
Devo ancora andare a casa a fare le pulizie e cominciare a fare la valigia…ma visto che sonoo di strada, passo a dare un bacetto a Oscar. E’ pomeriggio, il bacetto a Oscar si trasforma in chiacchierata…e, fra una cosa e l’altra, arrivano le 8 di sera, e io ancora non sono tornata a casa…ma mentre stavo per farlo…ero quasi alla fermata dell’autobus..arriva il Francese..e dice: ma tu non dovevi fare una despedida?? Va bene, non avevo più intenzione, sono due giorni che ho gli stessi vestiti! Ma tutto ok, siamo tra amici, andiamo a mangiare un boccone fuori. Con la pioggia e tutti sporchie con la voglia di tornare a casa, dove dovevo ancora fare le pulizie e soprattutto le valige. Ma come si fa a dire no ad un’ultimissima caipirinha in Brasile..???? Anche se Oscar era nervoso da fare schifo e fastidioso da prenderlo a sberle ( e io anche..) sono riuscita a bermi l’ultima caipirinha, completamente sotto la pioggia.
Tornando verso casa di oscar…beh, è troppo tardi per prendere un autobus e andare a casa, mi devo fermare li e andare domani mattina….e l’indomani mattina, dovendo uscire di casa alle 4 di pomeriggio…torno a casa arrivando alle 11 e … con ancora il vassoio della torta in borsa…dovendo ancora fare tutte le pulizie, le valige…Ma..sono riuscita anche a fare una ottima pasta al forno per cibare chi mi avrebbe accompagnato fino all’aeroporto, facendosi uno sbattone pauroso!
Quindi, vari tentativi di collocare tutto equilibratamente nelle varie valige e…si parte! A piedi, poi in autobus normale, poi in aeroporto a Congonhas, per prendere un autobus fino all’aeroporto di Guarulhos. Tutto, assolutamente, in RITARDO…e perché? Perché è l’ora del rientro serale dal lavoro e c’è un traffico pauroso e ovviamente l’autobus ci deve passare in mezzo!!!
Bene, all’arrivo in aeroporto, per fortuna tutto in tempo e tutto tranquillo, ho fatto andare le valige al check in e mi sono andata a mangiare il mio ultimo pao de quejo brasileiro…:P
E poi….che triste, gli addi sono strani, e uno così forte non mi era mai successo. Anche quando ci sono le premesse per reincontrarsi, per rivedersi e tutto, non si può mai essere sicuri ne stare certi di nessuna cosa.
Vabbè, non ho pianto, ma le emozioni erano stranamente più forti di quando si piange, più profonde forse, com molte più spiegazioni e complicazioni.
Fatto sta che l’odissea non è nemmeno cominciata…..prendo l’aereo e, che bello, tre sedili per me, così stanotte sopra l’oceano posso dormire distesa….visto che i sedili della classe economica sono come quelli dell’autobus con cui andavo alle superiori e che io non sono esattamente piccla e corta….:)
Insomma, prima cosa, quello dietro di me comincia a prlarmi, che palle…..ma ho le cuffie nelle orecchie non lo vedi?
E senza chiedere niente mi si piazza seduto vicino (ma porc…), comincia a raccontarmi che lui è palestinese, che ua mamma è italiana, ma che lui non parla italiano, che lavora come contrabbandiere in brasile e che ha sposato 2 brasiliane, una argentina, una palestinese, una norvegese e una russa…..E allora????? Mi disdice per loro, ma scelta loro in fondo. Vabbè, poi comincia a chiedermi se secondo me riesce a fare il passaporto italiano, e poi a raccontarmi che vuole andare negli USA….e dopo un po’ mi chiede se voglio un passaporto statunitense e se lui riesce a fare la cittadinanza USA, poi io lo sposerei per avere il passaporto statunitense (ma che ohhhh?????). Ovviamente gli ho risposto che del passaporto statunitense a me non me ne fregava un emerito NULLA
Vabbè, poi gli ho chiesto gentilmente se poteva lasciare liberi i miei sedili che io volevo dormire e finalmente se ne è andato, anche se lo stuart continuava a chiedermi di tradurre per lui e lui mi chiedeva di tradurre per lo stuart…ma gente…..non ho tempo di dormire da giorni, per favore, almeno la notte in aereo lasciatemela dormire!
Vabbè alla fine è andato tutto bene, la mattina siamo arrivati a Londra e sono scesa e scappata dal tipo alla velocità di un fulmine.
Passaggio dal Terminal 4 al Terminal 1 all’aeroporto di heathrow….arrivo al terminal 1, aereo per l’italia, Milano Linate, pronto….bene, tutto bene, vado a comprare una tazza della metro di Londra nel negozietto dell’aeroporto, mi compro due giornali e torno al monitor del terminal 1: volo per Milano Linate: CANCELLATO! Cosa????????
Vedo li un tipo che era sul mio aereo e gli avevo sbirciato che aveva il passaporto italiano: vado li e cominciamo a vedere cosa si può fare. Oh, ma se non chiedevi e rompevi nessuno che ti cagasse.
Ci dicono che ci dobbiamo andare a prendere le valige e che dobbiamo andare a fare il biglietto per un altro aereo.. UFFA!!
Vabbè, in questa occasione, aspettando per 2 ore le valige, ho conosciuto questo tipo bergamasco, Michele, e altri ragazzi e ragazze italiani, tutti nella stessa situazione.
Arrivano le valige, ora si va a vedere che si può fare.
Uffa, uno di noi è riuscito a prendere l’ultimo posto nell’ultimo aereo che se ne partiva quel giorno. Gli altri….dobbiamo aspettare l’indomani.
Ma se vogliamo che la British ci dia albergo per dormire, mangiare e tutto, ci sobbiamo sparare tipo 3 ore ( se non di più) di fila. E allora, io con i miei 50 chili di bagaglio e glia lri con le loro valige ci mettiamo in fila, con frequenti turni per uscire a fumare cicche a più non posso. E poi Michele aveva le sue 10 stecche di cicche brasiliane e quindi elargiva!
Dopo la fila, ci danno l’albergo. Leggendo una carta dei diritti (studiandola più che leggendola), Emma, parte del gruppo di fortunelli, legge che abbiamo anche diritto a due telefonate: tento di chiamare il Brasile per fargli spendere ma non prende la telefonata, poi chiamo la mamma…..poveri mia mamma e suo marito: erano a Milano, si erano presi ferie e fatti uno sbattone di viaggio per venirmi a prendere, e sono dovuti tornare indietro. Così io il giorno dopo non avevo nessuno che mi venisse a prendere. Ma vabbè.
Quindi: usiamo i check da 25 sterline in tutto che ci hanno dato e ci spariamo una guinness in birreria, e poi, via all’albergo. Cena e nanna.
Quando sono entrata nella stanza non ci credevo. Un tipo del gruppo mi ha detto che non era neanche un granchè quell’albergo, ma figuratevi io, abituata a dormire per terra o con baratas (cucarachas, blatte enormi insomma..) e quando viaggiavo in ostelli con camere da 20 letti….trovarmi in una mega stanza d’albergo, con un leto che ci si poteva dormire in 5, accappatoio, bagno con TUTTO, scrivania, televisione, 7 cuscini!! Mi sono detta…beh, quasi non dormo per godermi tutto quel ben di dio, ma alla fine quel letto enorme mi ha presa, ma ho dormito solo un’ora, anche perché era un letto così grande e solo per me che volevo usarlo tutto e quindi dormivo un po’ nel mezzo, un po’ di lato, un po’ in trasversale,….ma alla fine io sono abituata a dormire nel cantuccio esterno e tutta rannicchiata, e le ultime notti avevo sempre dormito in 2 su un materasso più piccolo di un singolo, quindi figuratevi.
Bene, mattina seguente si riparte, anche se siamo un po’ in ritardo e dobbiamo fare le corse in aeroporto, pieno di gente.
Ma alla fine, tutto bene, passato il check in…ci siamo, si torna a casa.
Apparte il fatto che con tutti i check in ho perso un anello e una spalletta che avevo, uffa.
Atterraggio a Milano….tagazzi che strano tornare in Italia dopo 4 mesi di lontananza. Tornare in Europa è stato strano, si vedono così tante cose con occhi diversi.
Ma scendere in Italia è stata una sensazione strana: la prima cosa che mi ha colpito scesa all’aeroporto…è stato l’odore. Un odore familiare, ne cattivo ne buono, solo familiare! Incredibile, non mi dimenticherò mai quella sensazione.
Ma ancora non è tutto finito: ora si prendono le valige e ci si saluta fra le persone con cui ho vissuto questa avventurina Persone stupende ed interessanti fra l’altro, tutti giovanotti…Michele di Bergamo, Pamela di Milano (che è stata la leader, vito che io e Michele eravamo con mentalità rilassatamente brasiliana…tuto andrà bene….), Emma e Giorgio.
Dall’aeroporto, in autobus fino al centro di Milano, da li metro, una fermata fino al duomo e cambio e via fino a Milano Centrale. Bene, Milano non la conosco, ma la stazione di Milano Centrale,…porca miseria ci devo aver passato in totale almeno 3 giorni di vita li dentro, fra viaggi a Genova ecc..
Per fortuna arrivo in tempo per prendere il treno per Pordenone, quello diretto Milano-Udine (che c***).
Anche perché con tutte quelle valige mi sono fatta dei muscoloni niente male, e non avevo la minima intenzione di fare un altro cambio ancora.
Beh, rivedere l’Italia è stato strano, davvero, non mi sarei mai aspettata di stupirmi per cose a sui ero tanto abituata. Ma è stato così. Bello, strano.
E alla fine, sono scesa a Pordenone, dove mia mamma, dopo che mi ha visto è arrivata correndo e piangendo….cavolo, mi è venuto da piangere anche a me….che robe da diabete, ma alla fine, le posso capie…heheheehe
Vabbè, ora sono a casa, e mi trovo a dover studiare come una pazza e allo stesso tempovalutare quanto sono cambiata e a come vedo il mondo con altri occhi. E’ davvero così.
Beh, ben torntata Sara.
Un abbraccio mondo, adesso ancora più forte del solito.
1 commento:
ma bentornata e complimenti, e brava che in mezzo a sta udissea,
io mi sarei sdraiato lì e gli avrei detto buttatemi via che da qua non mi muovo più.
blla questa sensazione dellodore famigliare arrivata in italia,
si la solita orribile puzza di stantio e sopportazione
comnque bentornata
ciao sharleeno
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