Domingo, 2 Dez 2007
Eccomi, nella nuova casa ora. Alla fine ho deciso di andare a vivere nella casa che già avevo visto. Abito con Angela, una ragazza di SP, molto carina e simpatica. Si vedrà. Ah, beh, abito anche con due cagnolone: Liza e Nina, la prima, che non so di che razza sia, è più piccolina e nera, magrolina. La seconda è un pit bull (ja sam mala pit bull…aia…). Oggi fa un caldo boia, è domenica e…sono stanca morta. Sarà che ho dormito poco ultimamente, sarà che fa caldo e sono in una nuova casa, sarà che qui non ho assolutamente alternative linguistiche: Angela e suo moroso parlano solo Portoghese, quindi, nessuna scappatoia e parlare solo un’altra lingua stanca un po’. Ma bene così, sto imparando sempre più in fretta. Già riesco a fare discorsi lunghi, magari con dei giretti di parole se non so qualcosa, magari sbagliando qualche verbo (per ora so indicativo presente, indicativo passato, gerundio, infinito, alcuni condizionali, alcuni congiuntivi). Il futuro non serve perché c’è una forma verbale che lo sostituisce: tipo…”parlerò con lei” si dice “eu vou falar com ela”…letteralmente io vado parlare con lei. Poi non serve la seconda persona: basta sapere la prima e la terza. Figo. Ora ci devo dare dentro di vocabolario, ma imparo ogni giorno un po’ di cose nuove, che poi mi restano in testa. La cosa divertente è che quando non so una parola, provo con quella italiana trasformandola un po’ per farla sembrare portoghese…e quasi sempre mi capiscono. E’ molto simile ed è molto semplice.
A parte queste dissertazioni linguistiche, oggi dedicherò la giornata a dormire e chiacchierare con la nuova coinquilina.
Il quartiere dove abito è davvero molto carino. E’ attaccato all’università e quindi ci sono molti studenti che abitano qui. Le case sono tutte casette piccoline e non condomini. E’ tutto molto tranquillo. Se non si vedessero in lontananza i grattaceli, non sembrarebbe di essere a SP, ma in un paesino. Ok, questo quartiere, solo il quartiere, ha più abitanti di Trieste, ma è un quartierino proprio, eh. Si chiama Butantã.
Siamo stati a mangiare nel centro commerciale. Che brutto, con tutto questo sole, con questa gente tanto accogliente e calorosa, ci sono così tanti centri commerciali…e sempre pieni per altro. Ma il Brasile è anche questo. Accanto ad una favela, c’è un centro commerciale e sembra anche che sia molto di moda passare le giornate dentro lì. Certo, può essere comodo per trovare alcune cose se non si sa dove andarle a cercare, come può succedere ad una straniera come me. Ma non passarci dentro l’eternità! Anche perché qui, queste cose grandi sono aperte 24 ore su 24. Come in America (beh, volevo dire, nell’america del nord…in fondo siamo in America anche qui, no?).
Vabbè, visto che la maggiorparte di chi mi legge sottolinea sempre che scrivo molto (sottintendendo, presumo, un TROPPO) vado a chiudere. Per ora.
Un bacio a tutti
Sara
lunedì 3 dicembre 2007
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1 commento:
ciao nipotona,finalmente riesco a trovare un pò di tempo x scriverti e leggere delle tue avventure.sono felice dell'esperienza che stai vivendo e forse,forse un pò ti invidio! qui, in quel della giudecca, tutto bene e tutto al solito. cercherò di scriverti così magari ci senti vicini.Ti mandiamo un grosso bacio io, lo zio e una slinguazzata da kira
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